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"Il Maestro
Cesare Filistad, pittore d’infaticabile tenacia ed impegno, si
dedica ormai da tempo, analizzando peculiarmente attraverso il
medium pittorico, alla tematica della cementificazione
spregiudicata. Argomento, questo, sul quale si disserta
instancabilmente negli ultimi quarant’anni, senza trovare soluzione
alcuna. Non vi è rimedio, per l'appunto, se non in qualche raro
balenio d’ingegnosità. La sensibilità di un artista, che per tutta
la vita ha dedicato il proprio amore ed il proprio impegno all’atto
del creare, elaborare e nuovamente riscoprire e ricreare per
ottenere sempre nuove soluzioni di tipo artistico ed anche
artigianale (infatti il Maestro potrebbe davvero essere definito
come un artista artigiano), non poteva rimanere indifferente a
questa problematica che affligge la nostra Madre Terra. Anche un
regno incantato come quello del profumato territorio siciliano, che
allo sguardo stimola e ravviva i sensi con meravigliose distese di
agrumeti e mandorleti, ha ormai in parte subito lo sviluppo solido e
rafforzato di una materia che si evolve in modo ascensionale. La
morfologia del nostro territorio, prettamente orizzontale, mal si
adatta a queste intense accozzaglie di edifici che coprono più o
meno vaste aree territoriali a danno della tavolozza coloristica e
della purezza del nostro paesaggio. Filistad riesce ad esprimere in
modo convincente ed esaustivo l’argomento che pittoricamente
affronta e lo fa accostando scorci vergini di paesaggio autentico e
reale ad orripilanti ma altrettanto concreti neo-paesaggi.
Attraverso una tecnica compositiva semplice e diretta dalla
pennellata veloce e d’effetto, con fascinose nuance coloristiche che
spesso virano dal blu turchese al rosa e violetto, stimolando nel
fruitore un certo rammarico ed una qualche angoscia di un tempo che
fu e che non potrà mai più essere. Potremmo considerare quello
dell’autore come l’accostamento di due mondi, il primo naturale ed
originato dal caos primordiale, il secondo artificialmente creato
dall’uomo, ma stavolta il frutto del creato non è da considerarsi
altrettanto interessante quanto il creato stesso.Tenacemente e con
tutto il nostro appoggio questo artista continua a dar vita a sempre
maggiori opere, nel miraggio che anche in minima parte esse possano
sensibilizzare o creare titubanze su quello che ormai rappresenta il
nostro più vicino destino."
(Denisa Borgese)
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