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Cesare al lavoro

Cesare e Maddalena Corvaglia durante

la trasmissione "La Domenica del Villaggio"

trasmessa da CANALE5

il Carretto Siciliano realizzato dal m°.

il Sindaco di Taormina D'Agostino alla mostra

 

 

Cesare Filistad nasce, vive e lavora a Taormina, sin da ragazzo ha la passione per la pittura e l’arte in generale. Nel 1990 incomincia ad occuparsi di arte Siciliana, riprendendo il vecchio stile dei Madonnari siciliani, e dei decoratori di carretto. Realizza opere uniche . Molto ricercate le sue tele che riproducono antiche e leggendarie battaglie di Paladini , Storie di Sicilia, duelli di Cavalleria Rusticana . Ha creato interi carretti siciliani partendo dalla falegnameria sino alle decorazioni. Ha tenuto e tiene corsi di decorazione di arte popolare per conto di vari enti pubblici. E' stato promotore nel 2000 di una grande mostra di arte siciliana con una estemporanea dei più importanti artisti "madonnari" di Sicilia che si sono esibiti lungo tutto il Corso Umberto di Taormina nella realizzazione di loro opere, con il patrocinio e l'inserimento nel programma delle manifestazioni culturali di Taormina Arte. Per la unicità della sua arte è stato protagonista in una trasmissione televisiva di Canale5 condotta da D. Mengacci  e   Maddalena    Corvaglia   ( La  Domenica  del Villaggio), è stato intervistato ed ospite del prof. Mirabella in sue trasmissioni per Rai3, le sue opere sono state ospitate in trasmissioni d’arte in Francia e Germania. Sempre impegnato nella ricerca storica, le Sue opere si trovano in molte collezioni pubbliche e private italiane ed estere, partecipa a collettive di livello internazionale ed è stato invitato alla realizzazione di personali in varie località europee .

  

le Recensioni

      

 

“Esplosione magmatica, Luce,stupore fuoco e colore. Il segno veloce di Filistad colpisce come una frusta la tela, la scuote come il vento di scirocco fa con la sua terra di Sicilia. Iperbolico avvolge gli sguardi con una danza di nostalgia superba. Rap dell’anima - urlo sciamanico lanciato dalla natura; amaci o uccidici. Land scape art, polifonia Pop, note dei Pink Floyd miste a tambiriate Dub Reggae. Oscura e tenace forza la sua pittura che evoca visioni e la tenerezza del giuoco dei bimbi nei vicoli di Taormina . “

Tony Turco
giornalista - scrittore

"Il Maestro Cesare Filistad, pittore d’infaticabile tenacia ed impegno, si dedica ormai da tempo, analizzando peculiarmente attraverso il medium  pittorico, alla tematica della cementificazione spregiudicata. Argomento, questo, sul quale si disserta instancabilmente negli ultimi quarant’anni, senza trovare soluzione alcuna. Non vi è rimedio, per l'appunto, se non in qualche raro balenio d’ingegnosità. La sensibilità di un artista, che per tutta la vita ha dedicato il proprio amore ed il proprio impegno all’atto del creare, elaborare e nuovamente riscoprire e ricreare per ottenere sempre nuove soluzioni  di tipo artistico ed anche artigianale (infatti il Maestro potrebbe davvero essere definito come un artista artigiano), non poteva rimanere indifferente a questa problematica che affligge la nostra Madre Terra. Anche un regno incantato come quello del profumato territorio siciliano, che allo sguardo stimola e ravviva i sensi con meravigliose distese di agrumeti e mandorleti, ha ormai in parte subito lo sviluppo solido e rafforzato di una materia che si evolve in modo ascensionale. La morfologia del nostro territorio, prettamente orizzontale, mal si adatta a queste intense accozzaglie di edifici che coprono più o meno vaste aree territoriali a danno della tavolozza coloristica e della purezza del nostro paesaggio. Filistad riesce ad esprimere in modo convincente ed esaustivo l’argomento che pittoricamente affronta e lo fa  accostando scorci vergini di paesaggio autentico e reale ad orripilanti ma altrettanto concreti neo-paesaggi.  Attraverso una tecnica compositiva semplice e diretta dalla pennellata veloce e d’effetto, con fascinose nuance coloristiche che spesso virano dal blu turchese al rosa e violetto, stimolando nel fruitore un certo rammarico ed una qualche angoscia di un tempo che fu e che non potrà mai più essere. Potremmo considerare quello dell’autore come l’accostamento di due mondi, il primo naturale ed originato dal caos primordiale, il secondo artificialmente creato dall’uomo,  ma stavolta il frutto del creato non è da considerarsi altrettanto interessante quanto il creato stesso.Tenacemente e con tutto il nostro appoggio questo artista continua a dar vita a sempre maggiori opere, nel miraggio che anche in minima parte esse possano sensibilizzare o creare titubanze su quello che ormai rappresenta il nostro più vicino destino." 

(Denisa Borgese)

 

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