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Caterina Spatafora

 

 
I COLORI DELL'ANIMA

“Sapere è potere”: intenderei recuperare questo motto, proprio del registro linguistico legato al mondo dell’economia, intimamente alla gestione d’imprese, per innestarlo, invece, in questa mostra di Caterina Spatafora: sapere che sono tanti i colori dell’anima e poterli esprimere, come fa la pittrice Spatafora, con una delle modalità più antiche del mondo (la rappresentazione iconica) è già un momento creativo, straordinario in cui entrano in gioco i più intimi sentimenti umani… se questo, poi, lo si fa come l’artista, attraverso la ricerca di una infinita gamma di nuances cromatiche che possano agire in CORRISPONDENZA DI AMOROSI SENSI SENTIMENTO-CROMIA, allora… IL SENTIMENTO SI FA COLORE ED IL COLORE POESIA ED ATTRAVERSO I SUOI RITMI CROMATICI OPPORTUNAMENTE BILANCIATI SUL SUPPORTO CANONICO DELLA TELA O DELLA CARTA, assurge a dignità d’arte.

Ma la domanda che ci si pone è:
L’Anima ha dei colori?

L’Anima ha persino un peso specifico (come sostiene una teoria scientifica, molto discussa, che ci dice che,alla nostra morte il nostro corpo perde 21g di peso)  ed ha anche dei colori (che SPATAFORA esprime con passione); altrimenti, da confutare sarebbero le tesi legate al mondo della psicologia, che assumono a supporto del nostro equilibrio psico-fisico, la cromoterapia, indicando, essa, il trattamento cromatico giusto, opportuno e funzionale al recupero del benessere (ad es. l’arancio è il colore dell’energia ed un bagno in tale nuances cromatiche equivale a recuperare la forza dell’azione, così come il celeste ed i colori del mare rappresentano i colori del relax; il rosso eccita la mente, colore della passione ed il giallo rimanda a connotazioni culturali ancorati al territorio….”giallo come gelosia, ad esempio…  Ed allora, ecco spiegato il titolo della “PERSONALE” DI CATERINA SPATAFORA.

Ma dell’artista messinese, offrirei qualche accenno biografico: CATERINA SPATAFORA è nata a MESSINA, vive ed opera a ROMA dal 1994. L’artista, autodidatta, ha al suo attivo diverse estemporanee, allestite nella Provincia di Roma; ricordiamo la sua partecipazione ad una mostra collettiva al Teatro Euclide nell’omonima piazza della capitale.  Di recente, per la pittrice dello Stretto, è stata allestita una mostra personale al Museo Archeologico di Villa Genovesi nella provincia di Messina.  Attratta, in particolare dalla sua pittura informale, riguardo la produzione della pittrice ho scritto… “La pittura è musica e la musica è anche poesia; la pittura racchiude stati d’animo, è poesia e musica insieme, espresse attraverso il linguaggio iconico e per mezzo di un funzionale bilanciamento ritmico-cromatico degli elementi costitutivi di ciascun’opera”. In questa tridimensionale visione dell’arte si colloca la produzione di CATERINA SPATAFORA che sembra attingere alle vaste dinamiche delle partiture musicali delle più intime “sinfonie del cuore”. Essa sembra ispirarsi ai “pentagrammi musicali”dai ritmi dettati dal più sottile sentire, affondati, con le loro radici, nell’infinita gamma dei colori dell’anima, ricco caleidoscopio di variegati sentimenti che prendono corpo sulle tele (sfaccettature cromatiche del sentire) trasferite, imprigionate e suggellate per mezzo della materia (l’olio e l’acrilico) nello spazio canonico del quadro di forte energia vitale.  Ecco, dunque, dalle mani di artista, autodidatta, di CATERINA SPATAFORA, nascere opere informali, astratte; tele giocate su un ventaglio di possibili nuances cromatiche che, la passione o l’amore, l’affetto, l’amicizia o altri stati d’animo, suggeriscono all’autrice che compone in una gradevole armonia d’insieme.  In altre opere astratte, l’artista tenta di “inquadrare il mondo” attraverso la rappresentazione di figure geometriche che occupano la centralità della tela, evocano diaframmi di macchine fotografiche, assurgendo, la stessa forma geometrica, a dignità d’arte.  Inoltre, l’artista allarga i suoi confini sul genere figurativo che assume, quali elementi di rappresentazione simbolica, il cavallo, simbolo di libertà, la finestra o il balcone, anch’essi simbolici “tentativi di inquadrare il mondo” per carpirne i più intimi segreti… IN PARTICOLARE,E’ BELLO CHE STASERA( ed è anche di buon augurio per l’amministrazione comunale) vi sia questa mostra, dal titolo  “I COLORI DELL’ANIMA” perché … chissà!...  Mi piace immaginare, stanotte, quando andremo via, che i colori dello spirito ,in tutte le loro caleidoscopiche nuances , possano liberarsi dallo spazio canonico delle tele, per avvolgere di forte passione, di forte senso di solidarietà, d’amicizia, di amore, tutte le cose e, poi ,domani, muovere meglio... l’azione delle persone che abbiamo scelto per bene amministrarci, in questa città, d’antica memoria.
Maria Teresa Prestigiacomo
 

Alcune Opere...
   
   
   
   
   

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